La prima è non farsi chiamare Freelance.
Cosa vi direbbe un avvocato o un medico se lo chiamaste così? Vi risponderebbe che lui è un libero professionista, o un professionista associato. Pensate che fotografi e illustratori sono creativi quanto noi, sono davvero lance libere, perché sarebbe inconcepibile una dimensione impiegatizia di questi mestieri. Ma nessuno li chiama freelance. Che freelance diventi una parola del passato. D’ora in poi parlerò di creativi indipendenti.
Il secondo invito è a non rispondere alla chiamata delle agenzie o dei clienti in maniera indiscriminata e immediata.
Telefonate a un avvocato o a un medico. Anche se avete un ascesso o siete in galera, vi diranno di aspettare e non preoccuparvi. Arriveranno quando hanno finito di fare quello che stanno facendo. O dovrete andare voi da loro. Vi invito quindi a opporvi. Non correte a tappare i buchi delle agenzie. Se vi chiamano è perché non hanno nessuno che risolva il problema. O peggio ancora, sono mesi che ci lavorano e non hanno trovato la soluzione. Lo stesso dicasi per il rapporto con i commitenti. Le mie più belle campagne sono nate quando ho detto al cliente che voleva una presentazione in tre giorni: “ Non posso presentare prima di tre settimane!”.
